La legge di bilancio per il 2027 dovrebbe arrivare domani mattina in Consiglio dei ministri. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in collegamento con il Festival delle Regioni di Firenze, spiegando che al Mef si lavora “giorno e notte” e che “quasi tutte le componenti sono andate a punto”. Giorgetti ha aggiunto che con la Commissione europea sono stati fatti progressi.
Il ministro ha condizionato la presentazione del testo all’esito del confronto con Bruxelles: le proposte ritenute ammissibili dovrebbero essere definite in serata e solo con “questo grado di certezza” firmerà la proposta da portare in Consiglio dei ministri. La seduta è convocata per mercoledì 28 ottobre alle 12. Nella serata di oggi è previsto un vertice in videocollegamento tra la premier Giorgia Meloni, i leader della maggioranza e Giorgetti per definire gli ultimi nodi. Il ministro ha riconosciuto che le richieste sono “tantissime”.
Il confronto con Bruxelles
Il percorso della legge di bilancio dipende dalla procedura europea sulla clausola di salvaguardia nazionale richiesta dall’Italia. La Commissione ha dato via libera alla richiesta di flessibilità l’8 ottobre e il fascicolo è ora all’esame del Consiglio Ue in sede Ecofin, che ha un mese di tempo per decidere. La flessibilità riguarda fino allo 0,3 per cento del Pil l’anno per la difesa e altrettanto per la sicurezza energetica nel 2027 e nel 2028, per uno scostamento complessivo di 28,8 miliardi nel biennio.
Il Documento programmatico di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e inviato a Bruxelles, indica interventi per 23,5 miliardi di euro, coperture per circa dieci miliardi e un maggior deficit di quasi tredici. Tra le coperture figura un contributo del settore finanziario pari allo 0,21 per cento del Pil nel 2027, poco più di cinque miliardi. Il testo definisce i capitoli della manovra ma non le singole norme.
Le misure in discussione
Il calendario ha subito uno slittamento: il passaggio in Consiglio dei ministri era previsto inizialmente tra il 20 e il 23 ottobre. Tra i nodi irrisolti ci sono il taglio dell’Irpef per il ceto medio e la quantificazione delle coperture, legata al negoziato con l’Ue e a quello con banche e assicurazioni.
Sul fronte pensioni, la Lega considera prioritario superare la legge Fornero. Giorgetti ha detto che la norma proposta consentirebbe di lasciare liberi posti di lavoro per i giovani, mentre l’ipotesi in discussione riguarda l’uscita a 64 anni.

